Perchè, perchè, — disse Lidia mettendo una mano sulle labbra della fanciulla.

— Ma sì, perchè?

— Zitto! — intimò la madre. E pensava a tutti i segreti che quelle case, ormai formanti una sola ombra confusa, gelosamente chiudevano, pensava ai lutti, alle gioie, alle colpe, alle speranze, agli amori che si celavano dietro le imposte chiuse, dietro i muri impenetrabili. Ricordava l'allusione di Natalìa al nostro nido.... Ah, dov'era il loro nido? In che parte della città? Forse in un angolo remoto, forse nel centro, a due passi da lei, a due passi da Valentina.... Povera Valentina! Lidia le posò la destra sul capo, come a proteggerla.

— Mamma, — ripigliò la bimba. — Le rondini sono andate a letto?

— Sì, cara.

— E dove hanno il loro letto le rondini?

— Sotto le cornici, sotto le gronde, al coperto.... Vuoi che andiamo anche noi al coperto?... Tira un po' d'aria....

— Si sta meglio con l'aria.

— Ts! — fece Lidia, che aveva sentito un suono di passi sulla scaletta. E si voltò vivamente. — Chi è?

Era l'Erminia, con un lume in mano.