— C'è qualcuno giù? C'è lo zio? — domandò Lidia con ansietà.
— Nossignora, — rispose la cameriera. — Ma sulla scala non ci si vede più, e son venuta col lume pel caso che desiderassero scendere.
— Hai fatto bene.... Scendiamo.
Valentina non oppose che una piccola resistenza. Era stanca, aveva sonno, benchè protestasse di non averne e di voler tener compagnia alla sua mamma. Anch'ella doveva aspettare il nonno e sgridarlo perchè non era stato a pranzo con loro.
Ma quando fu abbasso, si addormentò davvero sopra un divano e la misero a letto quasi senza ch'ella se ne accorgesse.
— Età beata! — pensò Lidia, deponendo un bacio sui rosei labbretti socchiusi.
Lasciò aperto l'uscio della camera, e si ridusse nel suo salottino da lavoro ch'era attiguo a quella. All'Erminia diede ordini assoluti, precisi. — Non sono in casa per nessuno.... tranne per lo zio, s'intende....
— E lo riceve qui?
Lidia accennò affermativamente col capo.
— Il tè lo porto alle dieci?