— No, — replicò questa. — Non voglio.... Non so neppur io a che ora andrò a letto.... E forse ti chiamerò domattina più presto del solito.... Va, va.
— Devo spegnere il gaz?... Il signor Ernesto ha il suo lume abbasso.
— Spegni il gaz della scala, — rispose la padrona, — e lascia accesa una fiamma nel salotto d'ingresso.
— E quella chi la spegnerà? — chiese l'Erminia.
Lidia si strinse nelle spalle. — Io stessa.... O il signor Ernesto.... in caso disperato resterà accesa tutta la notte.... La gran disgrazia!... Va, va.
L'Erminia uscì a malincuore, additando la teiera e dicendo: — L'acqua è calda.
Dopo qualche minuto d'attesa, Lidia si alzò e, adagio adagio, spalancò tutti gli usci fino al salotto d'ingresso; tanto da evitare il pericolo che Landi arrivasse inavvertito e sgattaiolasse nelle sue camere. Presa ch'ebbe questa precauzione, ella bevette successivamente due tazze di tè che dovevano aiutarla a vegliare, magari fino a giorno fatto. Già ell'era certa che se si fosse coricata senza veder lo zio Ernesto non avrebbe trovato un istante di requie. In ogni modo, non la turbava il dubbio che lo zio non venisse prima di giorno. Egli aveva troppa cura della sua salute da passare l'intera nottata fuori di casa.
Di ben altra natura eran dunque le inquietudini che la travagliavano. Come si sarebbe regolata domani? Ecco il problema. A che partito si sarebbe appigliata in seguito a una risposta sfavorevole o ambigua? Si sarebbe valsa davvero delle sue armi? Avrebbe avuto il coraggio d'andar sino in fondo? Un'idea, sì, prendeva a grado a grado forma e contorni nella sua mente; nè a quell'idea erano state estranee le parole rivolte poc'anzi alla cameriera: forse ti chiamerò domattina prima del solito; ed ella dibatteva per la centesima volta il pro e il contro del suo disegno quando (era da poco sonata la mezzanotte) udì qualcuno fermarsi alla porta di strada e introdur la chiave nella serratura. — Finalmente!... — ella esclamò. E corse incontro allo zio.
— Finalmente! — ripetè, aprendo con impeto la porta che dava sulla scala e avanzandosi sul pianerottolo.
Ernesto Landi, che saliva col lume in mano, fece un passo indietro e dovè abbrancarsi alla ringhiera.