— Chi è?... Sei tu, Lidia?... Che modi!... Quasi ruzzolavo.... Ti credevo a letto.

— Come? Non eravamo intesi che l'avrei aspettato?

— Sì, ma avendo tardato tanto....

— Poco male.... Non ho sonno.... Su, via, spicciati ora.

Landi era lì immobile, tenendo in una mano il lume e la mazza, appoggiandosi con l'altra alla ringhiera. Non si decideva a far gli ultimi scalini; parlamentava dal basso.

— Dicevo che forse si sarebbe discorso con più agio domani.

Lidia protestò in tono reciso. — Subito voglio sapere. Acconsente a partire, colei?... Acconsente?

— Dio santo!... Le cose bisogna pigliarle con calma.

— Spiegati allora! — riprese Lidia frenandosi a stento. E soggiunse con aria sarcastica: — Devo venir, a offrirti il braccio perchè tu salga?

— Salgo, salgo, — brontolò lo zio Ernesto, quando vide che non c'era speranza di rimandare il colloquio.