E mentre io ricuperavo così il senso della realtà mi si levava dinanzi la figura austera e luminosa del maestro insigne che da oltre a mezzo secolo sparge nel mondo le inspirate armonie. Lui non fiaccano gli anni, non distraggono i rumori della folla, non rode il tarlo della vanità e dell'invidia; a lui parlano due sole voci nel cuore: l'arte e la patria. Possa a lungo vibrar nelle sue mani l'arpa potente che raccolse i gemiti dei salci babilonesi e il murmure delle foreste d'Etiopia, che prestò le sue note allo strazio di Rigoletto, ai singhiozzi di Violetta, ai furori di Otello, al cinismo di Falstaff!

IL SIGNOR ANTENORE

I.

S'intese nell'anticamera un suono di passi e un brontolìo di voci; poi la Barbara, cuoca e donna di governo del cavalier Demetrio Bibbiana consigliere d'appello in quiescenza, aperse l'uscio e disse: — C'è il signor Antenore.

— Avanti, avanti.... O che bisogno ha di farsi annunziare? — gridò il signor Demetrio girandosi sulla seggiola coi movimenti tardi e gravi che gli erano consentiti dalla sua corpulenza. Era un uomo più vicino ai sessanta che ai cinquant'anni, rubicondo, sbarbato, con occhietti piccoli e grigi, con l'aria mansueta d'un buono e pingue gatto soriano che fa le fusa accanto alla stufa.

L'altro commensale posò sulla tavola un bicchiere non ancora votato del tutto e si forbì in fretta la bocca col tovagliuolo.

— Avanti, avanti, — ripetè il padrone di casa. — Antenore arriva troppo tardi per pranzare con noi, ma stapperemo una bottiglia in suo onore.

E fece un segno alla Barbara.

Il signor Antenore entrò. Lungo, magro, allampanato, aveva la cera giallastra dei temperamenti biliosi, l'espressione sospettosa, malevola degli nomini a cui la vita fu dura e che non portarono nascendo un corredo di bontà sufficiente da perdonare la fortuna degli altri. Indossava una redingote nera, lucida pel troppo uso, specie al bavero e ai gomiti; la cravatta, pur nera, era sfilacciata ed unticcia, e i polsini che spuntavano fuor delle maniche lasciavano desiderare un candore più immacolato.

— Il signor Antenore Santelli.... il commendator Giorgio Fustini; — disse il consigliere a modo di presentazione. E soggiunse: — Ma già dovreste conoscervi.... Compagni di liceo, diamine.