Fustini e Santelli si squadrarono dal capo alle piante senza che si sprigionasse fra loro la minima corrente di simpatia.

— Eh, — notò il commendatore, rivolgendosi al signor Demetrio, — io ero stato avvertito da te, e adesso, se frugo nella memoria, qualche cosa mi sembra di ricordarmi....

Il signor Antenore, toccando appena la mano che Fustini aveva la degnazione di stendergli, tentennò il capo: — Io invece non ricordo niente.

Non era mai d'umore piacevole il signor Antenore; quella sera era più ispido del consueto. La presenza di un estraneo in casa dell'amico Bibbiana gli dava ai nervi, tanto più che n'era necessariamente disturbata la sua solita partita a scacchi.

Il cavaliere, conciliante per sua natura, cercava di smussare gli angoli. — Capisco.... Son passati quarant'anni, e in quarant'anni si ha tempo di dimenticare.... È curioso però come certe scene, certi incidenti della nostra infanzia ci si riaffaccino da un punto all'altro alla mente nei loro più minuti particolari.... A me par di veder Fustini ritto dinanzi alla lavagna il giorno che il povero Mongia, il professore di matematica, ebbe sulla cattedra il suo primo insulto apopletico.

Santelli si strinse nelle spalle. — Non dovevo essere a scuola in quel giorno.

— Se ci fosse stato si rammenterebbe, — affermò il commendatore Fustini. — Che scompiglio nella classe!... E fu un'impressione penosa per tutti, anche per me.... quantunque non potessi a meno di pensare (si è egoisti da ragazzi) che risparmiavo una ramanzina, perchè, lo confesso, non sapevo un'acca della lezione.

L'amabile Santelli si picchiò col dito la fronte. — Aspetti un momento. Era lei quel piccolino della prima fila che pel resto se la cavava alla meno peggio ma in matematica non ne azzeccava una?

Con una condiscendenza veramente ammirabile in un personaggio suo pari, Fustini si mise a ridere. — Ero io.

— Anche senza la matematica — disse il signor Demetrio — Fustini ha saputo farsi la sua strada nel mondo.... Consigliere di Cassazione alla Corte di Torino.... Che carriera!