— Eh caro signore, — egli replicò con sussiego, — si fa presto a gridare contro il sistema. Vorrei vederli all'opera i riformatori.
— Qualunque cosa è preferibile a questo regime di capitalisti, di travet e di militari, — urlò il signor Antenore versandosi un altro bicchiere di vino.
— Oh, oh.... il socialismo allora?... Tutti col nostro numero d'ordine, tutti agli stipendi dello Stato.... Il mondo un'immensa caserma....
— Ma che caserma, ma che numero d'ordine?... Ognuno dev'esser libero di far quello che gli pare e piace.
— E il codice dove lo mette?
— Il codice è l'alleato dei furfanti di grosso calibro. Lo getto nel fuoco.
— Bravo!... È l'anarchia che lei vuole.
— Paroloni da spaventare i gonzi....
Il pacifico signor Demetrio, che non s'era mai occupato di questioni sociali e aveva l'abitudine di non interloquire durante le feroci requisitorie dell'amico, assisteva con inquietudine all'inasprirsi della discussione e s'arrabbiava in cuor suo con Fustini, il quale non capiva che il partito più savio era quello di lasciar che Santelli si quetasse da sè.... Naturalmente, questa non era una cosa da poter dire al commendatore perchè l'altro sarebbe andato in bestia peggio; quindi Bibbiana si limitava a insinuare di tratto in tratto qualche monosillabo inoffensivo per calmare i due contendenti. Se non che, dalle due parti gli chiudevano la bocca con uno sprezzante: — Taci tu.
In buon punto la Barbara cacciò la testa fra i battenti dell'uscio e chiese al padrone: — Il caffè dove lo prendono?