— Hai difeso male il gambitto, — disse il signor Demetrio a Santelli che senza profferir parola ma livido di bile guardava il suo re imprigionato.

— Ah fammi un po' il piacere, — gridò Antenore, a cui non pareva vero di poter prendersela con qualcheduno.... Sei proprio in caso di dar lezioni, tu, con quella sapienza....

— E pure, — ripetè Bibbiana con calma, — io sostengo che se si difende quel gambitto in un'altra maniera si deve vincere.

— Vincere, tu? — esclamò il signor Antenore con l'accento della massima incredulità.

— Forse anch'io, — rispose il consigliere alquanto piccato.

— Qua la scacchiera.... Vediamo il miracolo.

In un momento Bibbiana e Santelli s'erano scambiati di posto. Quest'ultimo si consolava delle busse ricevute pensando a quelle che riceverebbe fra poco il suo dilettissimo Demetrio. Scacco matto in quindici mosse, in venti al più, — egli diceva fregandosi le mani.

Pareva diventato l'amicone del commendator Fustini col quale s'era bisticciato fino a poco innanzi.

— Lo schiacci quel pretenzioso, lo polverizzi.

— Allora comincio io e faccio l'apertura di prima, — disse Fustini a Bibbiana.