— Due partite.... sono accidenti che nascono.... che non provano nulla.... Vedrai domani sera....
Il signor Antenore scoppiò in un riso secco, nervoso, che pareva un singulto. — Ah naturalmente domani sera perderai.... e m'inviti ad assistere alla commedia.... Non son così grullo.... È finita la commedia.... Mai più metterò il piede dentro di queste porte....
— Andiamo, Antenore....
— Mai più, fin che non potrò rimborsarti dell'elemosina che m'hai fatta.... Cinqu'anni giusti.... sessanta mesi.... Non è mica un conto troppo difficile.... sessanta mesi con poche interruzioni.... a quaranta lire in media per ogni mese.... duemila quattrocento lire....
— Tu sei pazzo, Antenore.... tu sragioni.... Hai bisogno di ricuperare la tua calma.... di dormirci su....
— Me ne vado, sì, — ripigliava l'energumeno, — ma non mica a dormire.... Vado come un ministro del Regno d'Italia a studiar l'economie che posso fare sul mio bilancio per pagare i miei debiti.... Lo capisci che non voglio esserti debitore, che non voglio concederti la soddisfazione di avvilirmi, di calpestarmi?... Tutti così.... voi altri ricchi.... Non vi basta papparvi le vostre rendite.... acquistate con quel bel merito;... volete di quando in quando darvi il lusso della generosità, della munificenza, per ribadir meglio le catene ai piedi dei poveri diavoli.... Vigliacchi, vigliacchi!...
E uscì, slanciando questo insulto come un saluto.
— Antenore! — gli gridò dietro Bibbiana con voce soffocata. — Antenore!... È troppo....
Diede uno strappo al campanello e si lasciò cader sulla poltrona.
La Barbara, accorsa alla scampanellata, lo trovò che ansava, rosso scalmanato in viso, con gli occhi fuori dell'orbita.