— La lezione gliel'amministrerò io! — gridava de' Passeri.

— Oh per quel paino non c'è bisogno d'una delle prime lame di Firenze.... Chiunque di noi è buono.

— Pur che non le sia corso dietro fino in Iscozia....

— Dove li ha i quattrini?... È figlio di famiglia.

E invero s'ebbe prestissimo la notizia che Lanzini era reduce dalla sua disgraziata spedizione, ch'era a letto con una febbre reumatica presa in viaggio, e che ne avrebbe avuto per un mese. Constatati debitamente il ritorno e la malattia, e assodato che il giovinotto non aveva vista M.rs Simpson, i cinque abbandonarono pel momento i loro propositi vendicativi. Avrebbero invigilato la condotta di quel signorino, ecco tutto. E lo visitarono con tenera sollecitudine. — Che informazioni aveva assunte ad Aix-les-Bains? — Che cosa aveva sentito dire circa ai rapporti dei coniugi Simpson?

— Ma!... Pare che fossero rapporti ottimi.

I cavalieri fremevano. De' Passeri ripetè con voce cupa il suo grido fatidico: — Siamo traditi.

L'Edith aveva lasciato Firenze ai primi di giugno. In settembre donna Mariquita annunziò che andava a raggiungere i Simpson in Iscozia; forse suo genero sarebbe partito per Nuova York; ella contava d'essere in Toscana con la figliuola per la fine di ottobre.

Successe un nuovo periodo d'aspettativa affannosa. Verrà? Quando? In che condizioni fisiche e morali? Che contegno si dovrà tenere verso di lei dopo questi mesi ch'ell'ha passati col marito? Sarà possibile di mostrarle la stessa deferenza, d'aver la stessa abnegazione? Come rassegnarsi a esser cavalieri d'una immacolata che forse non era più immacolata?

I nostri valorosi campioni si logoravano il cervello nello studio di questi gravi problemi quando una mattina capitò a ciascuno di loro una lettera da Londra, con la soprascritta di calligrafia di M.rs Simpson.