La vigilia della rappresentazione, la signora Federica, reduce dall'ultima prova, fece a suo figlio uno sproloquio più lungo.—Gli Osnaldi ti aspettano senza fallo domani sera, e io mi sono impegnata formalmente per te. Mancando, useresti uno sfregio a loro e a Lucilla…. Vedrai, vedrai come Lucilla sta bene abbigliata da Margherita …. E anche il marchesino Moschi è un bel Faust …. Non nego però ch'è un poco svenevole…. Non ha quel chic …. so io ciò che voglio dire…. quel chic che avevi tu una volta, prima di andarti a seppellire, povero grullo che sei, fra quei montanari di Valduria… Gli altri quadri sono mediocri…. Bisogna confessare che le belle persone son rare. La cugina degli Osnaldi, per esempio, che fa da Giuditta nel momento in cui ammazza Oloferne, ha due occhi che non son brutti, ma è tozza e le si legge in viso la provinciale a un miglio di distanza…. È di Vimercate, come gli Osnaldi, che si stabilirono qui dal 1860 e non hanno mai acquistato l'aria cittadina. Adesso poi, dopo una nuova eredità che han fatta, paiono ancora più parvenus d'una volta…. Spendono e spandono per farsi metter nelle gazzette…. tutta vanità…. Leggeremo i panegirici della festa e dell'appartamento, e sì che ci sarebbe molto da ridire…. Ma a noi poco monta…. Se diverremo ricchi, sapremo far le cose con assai miglior garbo….
—Cara mamma, noi non diverremo mai ricchi, e di queste cose non ne faremo nè bene nè male—interruppe Roberto.
—Aspetta a parlare domani sera—ripigliò la signora Federica in tuono solenne.—Quando avrai visto Lucilla sotto le spoglie di Margherita capirai che il vero Faust di quella Margherita devi esser tu…. Intanto preparati a ballare, che già come tutti i salmi finiscono in gloria, così tutte le feste dove c'è gioventù finiscon col ballo…. Io dovrò raffazzonare alla meglio una vecchia toilette …. Pur troppo son ridotta a tal punto…. io che mi facevo ogni mese un vestito nuovo!
XVIII.
La sera della rappresentazione, l'ampio salotto di casa Osnaldi era pieno di gente.
Dalla parte delle finestre s'era improvvisato un piccolo palco scenico; il resto della stanza era occupato dal pubblico; le signore sedute sul davanti, gli uomini ritti e pigiati dietro le sedie. Quelle si facevano fresco col ventaglio, questi col cappello, quando però riuscivano a mover le braccia. In generale, si diceva che non eran trattenimenti da darsi in giugno. Ma lo si diceva a bassa voce, perchè la signora Osnaldi, sottile, instancabile, era onnipresente come domeneddio. Ora si cacciava nell'interstizio di due sedie, ora fendeva l'angusta corsia che divideva le sedie dalle pareti e lungo la quale s'eran disposti dei panchettini pei bimbi, ora faceva capolino dietro il sipario del palcoscenico, ora compariva nell'anticamera, ora riusciva a insinuarsi nella folla degli uomini scambiando sorrisi, complimenti e strette di mano. La signora Osnaldi non era nè bella nè giovine, ma la sua bassa statura, la sua magrezza, la rapidità de' suoi movimenti le davano una certa aria infantile, sopratutto se la si paragonava al marito, ch'era grande e grosso come una balena ed era altrettanto tenero della quiete quant'ella era appassionata del moto. Infatti il signor Amilcare Osnaldi, con la scusa d'essere il primo a ricevere gl'invitati, aveva quella sera preso domicilio nell'anticamera e si dondolava in un seggiolone di canna d'India. Ogni momento sua moglie, la signora Elvira, sbucando fuori d'improvviso da destra o da sinistra, gli si avvicinava, e gli susurrava qualche parola all'orecchio.
Fu in uno di questi momenti che l'ingegnere Arconti giunse insieme a sua madre, e potè così presentar i suoi omaggi contemporaneamente ai due padroni di casa.
—Entri, entri in salotto—disse la signora Elvira—e veda di trovarsi un buon posto…. C'è folla, proprio folla…. Davvero non avrei creduto…. E lei, signora Federica, venga con me. Già m'immagino che vorrà assistere alla toilette della nostra Margherita … Cara ragazza! Non s'è fatta aspettare. È qui con sua madre dalle otto… Venga, venga, signora Arconti…. Ah scusi, son subito con lei….
E la minuscola signora andò incontro con molta effusione ad un giovinetto di primo pelo che s'avanzava con incesso maestoso.—Bravo, signor Dalla Noce, ha tenuta la sua parola…. Osnaldi, saluta il signor Dalla Noce…. Ci sarà un posticino apposta per lei, un posticino da cui potrà veder tutto e prendersi i suoi appunti…. Adesso la condurrò io…. Sappiamo che per lor signori giornalisti ci vogliono speciali riguardi.
Il signor Dalla Noce si levò l'occhialino che aveva inforcato al naso e s'inchinò con molta gravità.