—Lucilla, balla pure la polka, ma se mi vuoi ancora un po' di bene, sciogli l'impegno pel cotillon.

—Perchè? Per darti il gusto di farmi un nuovo sermone questa notte istessa?…. Non puoi venire domani a casa? Già se non hai mutato idea, mi dispiace, sprecherai il fiato.

—Lucilla—ripetè il giovine con passione.—Ha ben ragione chi dice che l'amore è cieco. Non dovrei amarti, e t'amo tanto.

—È una sgarberia, o è un complimento?

—È la verità, crudele che sei…. Non lo vedi che fai di tutto per tormentarmi?

—Insomma, adesso non posso più darti retta…. Riconducimi in sala, o ci vado da me.

E si mosse dalla finestra.

—Ti riconduco subito—disse Roberto trattenendola.—Ma promettimi di lasciar la festa prima del cotillon.

—La lascerei volentieri se non fossi impegnata.

—È appunto per questo che ti supplico di lasciarla: