Invece Maria era piena di ansietà. Non avrebbe voluto pensar male di Cipriano, pure il cuore le diceva che le minacce di lui non erano ciance vane. Spesso domandava timidamente a suo fratello—Cipriano l'hai visto?

—Sicuro che l'ho visto.

—E com'era d'umore?

—Non ci ho badato. Che t'importa? Si direbbe ch'egli ti preme molto, e che sei pentita di non averlo accettato in isposo.

Ella non soggiungeva nulla, ripugnandole il destar sospetti a carico d'una persona già troppo infelice per cagion sua; pur non era tranquilla, e si turbava sopratutto pensando a ciò che poteva accadere al ritorno dell'ingegnere Arconti, così ferocemente odiato da Cipriano. Questo ritorno, da una parte, ella lo avrebbe desiderato con tutte le forze dell'animo; Roberto era una compagnia, una difesa, la casa era tanto vuota senza di lui! Ma se poi lo aspettava un pericolo, se Valduria doveva essergli fatale, s'egli doveva espiare il delitto d'averle ispirato una simpatia di cui forse non s'era nemmeno accorto, alla quale in ogni modo non avrebbe conceduto altro ricambio che una sterile compassione? Del resto, che fare? Dirgli che ritardasse la sua venuta? Dirgli che facesse ciò che non avrebbe fatto sicuramente, ciò che Maria non avrebbe voluto vedergli fare, una viltà?

La ragazza non osava confidar le sue angustie al fratello. Egli avrebbe indovinato il suo segreto, ed ella non voleva scoprirlo a nessuno.

Mentr'era in queste incertezze, la bomba scoppiò.

Una mattina Odoardo tornò dalla sua prima visita alla miniera con aspetto sì frastornato che sua sorella, tutta sgomenta, gliene chiese la cagione. Egli le raccontò subito come una deputazione d'operai gli avesse presentato con gran solennità un memorandum, nel quale si chiedeva in primo luogo un aumento nella misura delle retribuzioni, poi la soppressione di alcune discipline di non lieve importanza.

—La faccenda non è liscia—soggiunse il Selmi.—C'è qualche mestatore. Ma se credono di farmi paura, la sbagliano.

—Povera gente!—interpose Maria, che aveva l'animo inclinato alla pietà.—Se vogliono migliorar la loro condizione, bisogna scusarli…. Non ci sarebbe modo di secondare i loro desideri, almeno in parte?