Roberto aveva bruciato i suoi vascelli. Per cinque anni almeno egli non poteva pensare più a tornare in patria o a stabilirsi in altra città. Nè s'illudeva sulle conseguenze di questa risoluzione. Lucilla non sarebbe venuta ad abitare con lui. Lucilla non l'avrebbe aspettato. L'amore ch'ella gli portava non era nè forte abbastanza da farle tollerare il soggiorno d'una miniera, nè abbastanza tenace da resistere alla prova del tempo.

Ma mentr'egli stava per comunicare a sua madre la gran novità, gli giunse da lei un dispaccio che lo fece strabiliare. Ella aveva bisogno urgente di vederlo e di parlargli; veniva quindi in persona, non a Valduria, ma alla città più vicina sulla linea ferroviaria. Sarebbe arrivata con la tal corsa per fermarsi poche ore. Fosse ad aspettarla alla stazione.

Che mai poteva aver indotto una donna così sedentaria e amante dei propri comodi ad alzarsi all'alba e intraprendere questo viaggio precipitoso? Roberto non sapeva proprio che cosa pensare. Che la signora Federica avesse fatto dei debiti? Ma perchè non gliene avrebbe discorso quando s'erano veduti poche settimane prima? E, a ogni modo, perchè non gliene avrebbe scritto? Possibile ch'ella avesse gli uscieri alla porta di casa? O che si trattasse invece del matrimonio?

Pieno di curiosità e d'inquietudine l'ingegnere Arconti si recò alla stazione di… all'ora indicata. Maria s'era offerta di accompagnarlo pel caso che la signora Federica potesse aver bisogno de' suoi servigi, ma Roberto non aveva voluto esporre la buona giovinetta ai superbi disdegni di sua madre. Ed ella non aveva insistito; s'era contentata di mettere a disposizione della signora Arconti la propria camera, se mai ella si fosse risolta a passar qualche giorno a Valduria.

—Mamma, come mai qui?—domandò Roberto con ansietà, aprendo lo sportello d'una carrozza di prima classe, e aiutando la signora Federica a scendere.

—Un momento—ella rispose con solennità, ravviando le pieghe del suo elegante vestito da viaggio e asciugando il sudore con un fazzoletto di batista profumato di muschio.—Capisci che, se son venuta sin qui col caldo che fa, avrò avuto le mie buone ragioni.

—Sicuro. E son queste ragioni che desidero di sapere…. Ci sono disgrazie? Lucilla?

—Lucilla è un fiore.

Roberto respirò.—Vuoi venire a Valduria? C'è una discreta camera per te.

—A Valduria?—esclamò inorridita la signora Federica.—Dio me ne guardi… Qui ci sarà un albergo, m'immagino…