—Diamine. Adesso ci andremo.
E fece salir sua madre in una vettura.
—Bella carrozza, non faccio per dire…. Non c'è di meglio in questi disgraziati paesi?… Figuriamoci poi Valduria.
—Bisogna adattarsi—soggiunse Roberto sorridendo.—E dunque… queste ragioni?
—Son venuta apposta per dirtele, ma lasciami pigliar fiato…
Tentennò la testa in aria patetica e continuò:—In che arnese sei! Pensare che il mio figliuolo potrebbe essere uno dei lions di Milano!… Sarà un'idea mia, ma giurerei che tu puzzi di zolfo.
—Possibile. Però credi pure che non faccio economia d'acqua.
La signora Federica tirò fuori da un nécessaire di bulgaro una boccetta d'acqua di Colonia e l'avvicinò al naso.
L'aspetto del principale albergo del paese produsse nella signora Arconti un effetto analogo a quello prodottole dalla vettura.
—È il migliore?—ella chiese a suo figlio, facendo una smorfia come il fanciullo che deve prendere una medicina.