—Ebbene, è vero, lo amo—singhiozzò la fanciulla abbandonando la testa sull'òmero di Odoardo.—Ma anche se non lo amassi, vorrei oggi seguirti.
Quantunque vinto a mezzo, il Selmi tentò un'altra obbiezione.
—Riflettici ancora, Maria…—Io spero che riusciremo…. Ma se non riuscissimo… se dovessimo arrivare troppo tardi… saresti abbastanza forte da resistere a questa scossa?
—Sì, sì, Odoardo…. Lo sai che sono forte… Sono preparata a tutto, fuori che ad aspettare qui.
Visto ch'ell'era irremovibile nel suo proponimento, egli la baciò in fronte e disse—Poichè lo vuoi proprio, andiamo.
Di lì a poco, Odoardo e Maria lasciarono Valduria insieme a una dozzina d'uomini scelti fra i più robusti, fra i più intelligenti, fra i più agguerriti contro i pericoli della vita sotterranea. Del resto, tutti i lavoranti della miniera avrebbero voluto dividere i rischi e gli onori della spedizione, giacchè l'ingegnere Arconti era amato e stimato da tutti, e la notizia giunta da Rignano aveva singolarmente commosso tutti gli animi.
Nel partire. Maria sentì cento voci intorno a lei che dicevano:—Lo salvino, Lo salvino—e vide dipinta su cento faccie un'ansietà schietta e profonda. E nessuno mostrava maraviglia ch'ella accompagnasse il fratello, e nessuno dubitava che la sua presenza sul luogo del disastro potesse essere un imbarazzo. Si sapeva già che cuor d'eroina battesse in quel corpo esile. E si sapeva anche ch'ella amava Roberto, perchè i segreti del cuore sono i più difficili a custodirsi. Corinna osservava con ragione che les âmes passionnées se trahissent de mille manières et ce que l'on contient toujours est bien faible.
La strada da Valduria a Rignano era ripida e imbrecciata di ghiaia grossa, e non la si percorreva ordinariamente in vettura. Bensì, per trasportare lo zolfo della miniera, si soleva far uso di carri massicci tirati da buoi o da muli. Su due muli erano appunto montati l'ingegnere Selmi e sua sorella; gli altri venivano dietro, parte a piedi, parte in un baroccio, sul quale era caricata una pompa.
Si andava avanti in silenzio con la maggior celerità concessa dal terreno inuguale e dall'erto pendio che bisognava salire. Le poche case sparse qua e là lungo la strada erano quasi tutte abitate da famiglie di minatori, nelle quali il triste fatto di Rignano destava una simpatia dolorosa, come un avvertimento di ciò che poteva accadere un giorno ai loro cari. Ritte sulla soglia, o affacciate alla finestra, o appoggiate alla ringhiera della rustica scala di legno, le donne accompagnavano la comitiva coi loro voti e con le loro benedizioni, mentre i bambini guardavano attoniti Maria, che scuoteva impaziente le briglie sul collo della sua cavalcatura e non trovava per essi l'usato sorriso. Giù nella valle intanto, fuori del raggio della miniera, nulla turbava l'andamento ordinario della vita. E l'eco portava in alto le allegre canzoni dei mietitori e le voci dei mandriani che richiamavano la gregge dispersa, e il tintinnio dei sonagli appesi al collo degli armenti.
La strada saliva, saliva, bianca, luminosa, nuotante nel sole. Maria ne aveva gli occhi abbarbagliati. Ella affogava in un mare di luce…. E Roberto?