Roberto faceva il possibile per essere espansivo, per tirare il discorso sull'avvenire.—Oh lavorerò senza tregua; nessuna fatica mi parrà troppo penosa, nessun pericolo troppo grave.

—Ventisette e sette trentaquattro e porto tre—disse il signor Dal Bono continuando una somma. Poi alzò lentamente il capo.—Già…. anzi….

Temette di esser troppo laconico, e proseguì.

—Per fortuna la mamma non è sprovvista affatto…. e un giovine solo fa presto ad accomodarsi.

Il circospetto signor Dal Bono aveva senza volerlo offerto all'Arconti l'addentellato per mettere in campo un argomento scabroso.

—Oh ma io non intendo di esser sempre un giovine solo…. Intendo farmi una famiglia.

—Male—rispose il signor Benedetto dopo qualche esitazione.—Che le donne si maritino, sta bene, ma che gli uomini prendano moglie….

E si fermò qui, forse perchè stentava anch'egli a capire questa singolare condizione di cose, in cui le donne prenderebbero marito senza che gli uomini prendessero moglie.

Ma Roberto ormai era bene avviato.—Quando si ama ardentemente una fanciulla onesta, signor Benedetto, ciò che si desidera sopra tutte le cose al mondo è di sposarla.

—Amare, amare!—disse il Dal Bono, cacciandosi su pel naso una presa di tabacco.—Sono riscaldi di fantasia, sono fuochi di paglia.