—Eh desidero anch'io che diventino amici—ella disse squadrando il giovinotto d'alto in basso;—ma mio figlio è un povero minatore, ella è un signorino della città, e mi sembra difficile che possa aver le nostre idee e adattarsi alla nostra vita.
—Le idee si modificano—osservò Roberto—e quando si vuole sul serio, ci si adatta a tutto.
—Sarà—soggiunse Gertrude con aria scettica. Poi, indirizzandosi a Maria.—E non li prendi oggi i tuoi fiorellini? Cipriano li ha lasciati lì apposta per te.
Maria si fece rossa e prese in silenzio alcune margherite che si trovavano sulla tavola.—Ogni giorno, poi—ella balbettò alquanto confusa.—Addio Gertrude, a rivederci.
—Via, te li devi metter nei capelli, quei fiori.
—Oh Gertrude—esclamò Maria in tono di rimprovero.—A rivederci.
Era chiaro che Gertrude aveva insistito sulla faccenda dei fiori perchè c'era un estraneo, e non era men chiaro che Maria s'era mostrata infastidita per la stessa ragione.
—C'è un romanzetto in aria—pensò Roberto, guardando di sottecchi la fanciulla che aveva perduto la sua primitiva vivacità.—E quella vecchia mi sbirciava con un certo piglio sospettoso come se credesse ch'io potessi essere un rivale del suo figliuolo. Che idee!… Chi sarà poi questo Cipriano?
Maria s'era messo un po' dispettosamente il mazzolino di margherite nei capelli e affrettava il passo verso casa.
Si era già in vicinanza della miniera, quando comparve Odoardo.