Nell'idea fissa che il signor ingegnere doveva arrivar solo il dì appresso, la prudente femmina rimase alquanto in forse prima d'accoglier la dichiarazione di Roberto ch'egli era appunto il signor ingegnere aspettato, e ch'era venuto un giorno prima perchè tale era stato il piacer suo.
—Non doveva arrivar che domani—ella continuava a brontolare, conducendo con qualche riluttanza il viaggiatore nella camera che gli era destinata. E mentr'egli faceva un po' di toilette, la sentiva ancor borbottare fra i denti.—Non doveva arrivar che domani. Se non fosse il signor ingegnere?
Roberto non aveva preso nulla dal mezzogiorno in poi. Ma in casa non c'era nè un pane, nè una tazza di brodo. La signora Federica era stata a desinare dai Dal Bono, non s'era acceso il fuoco dopo l'ora di colazione, la dispensa era vuota. Come prevedere che il signor ingegnere avrebbe anticipato di un giorno il suo arrivo?
Così il signor ingegnere fu costretto a recarsi a un restaurant, ove mangiò frettolosamente un boccone, dolendosi seco medesimo del cattivo esito della sua improvvisata. Sarebbe stato meglio, assai meglio, ch'egli avesse quella mattina spedito un telegramma.
Prese un fiacre per recarsi dai Dal Bono. Mal disposto com'era, non voleva essere veduto da nessuno de' suoi amici.
In casa Dal Bono trovò finalmente un servitore che lo conosceva. Domandò della signora, della signorina, domandò di sua madre. La signora e la signorina stavano vestendosi; sua madre era con loro, ma la si sarebbe chiamata.
Rimase ad attendere nel salotto da pranzo, sulla cui tavola ardeva una candela. Tutti questi contrattempi gli sembravano di pessimo augurio; capiva che non ne aveva colpa nessuno, che nessuno prevedeva il suo arrivo per quella sera…. Eppure, malgrado di tutto, si sentiva l'anima oppressa dalla malinconia. Perchè le signore Dal Bono facevano toilette a quell'ora? Dove andavano? Non le avrebbe dunque viste che un momento?
Queste riflessioni durarono pochi secondi perchè la signora Federica non tardò a comparire, corse incontro a suo figlio e lo abbracciò e baciò con molta tenerezza.
—Mamma, cara mamma—disse Roberto, che le voleva un gran bene malgrado dei suoi difetti e che in quel momento aveva un immenso bisogno di espansione.—Tu sei sempre più giovane, sempre più bella!… e Lucilla?
—Lucilla verrà fra poco…. Ma lascia ch'io ti guardi.