Il giovine atteggiò le labbra a un sorriso d'incredulità, e poi soggiunse:—Ne riparleremo…. Ma questa Lucilla?
—Verrà, verrà a momenti.
—Parlamene almeno. Sta bene? Pensa spesso a me? Dove va stassera!
—Ih! Che gragnuola di domande! Sta benone, si ricorda perfettamente del signorino, e stassera va a una festicciuola in casa d'amici. Dovevo andarci anch'io, ma adesso che sei qui tu, ci rinuncio.
—Una festicciuola di questa stagione?
—Che vuoi? Sono gli Osnaldi che si son fitti in capo di far divertire una cugina ch'è loro ospite per qualche settimana…. Lucilla è l'ornamento della festa…. Vedrai come….
—Ah! Eccola—gridò Roberto che aveva sentito il suo passo e il tintinnio dei sonagli di Gipsy. E s'avviò verso l'uscio.
Lucilla entrò tenendo in mano una candela, la cui fiamma illuminava il suo viso bellissimo. Aveva sulle spalle un lungo accappatojo bianco che le scendeva giù fino quasi ai piedi e che faceva risaltare il vago incarnato delle sue guancie e la tinta bruna de' suoi lucidi e abbondanti capelli raccolti con arte dietro la nuca.
—Oh Roberto—ella disse posando il lume sopra la tavola e tendendo la destra al giovinotto.
—Lucilla, Lucilla mia—egli esclamò. E chinatosi sopra di lei, le diede un bacio in fronte.