— Tu pure mi parli del suo matrimonio, tu pure?... E anch'io a volte ci penso... e vorrei spogliarmi d'ogni egoismo e trovare un giovine che fosse degno di lei.

— Ah sì? — disse l'Angela con uno slancio improvviso di simpatia che contrastava col tuono ironico, tagliente di prima. E stava per comunicare al cognato la sua idea di unire l'Antonietta e Tullio, ma Frassini mutò subito tono.

— Di lì a poco invece — egli ripigliò con veemenza — sento che non è possibile, sento che se c'è per me una tavola di salvezza è la mia figliuola... Ella mi compatisce, ella mi perdona... ella mi ajuterà a ricuperare la mia dignità, il dominio su me stesso... Ella che non deride la mia arte, il mio genio, mi ajuterà a dar forma alle visioni della mia fantasia... Perchè c'è della roba quì dentro — e si picchiò la fronte — a dispetto dei critici, a dispetto dei giurì che rifiutano i miei quadri... Oh, mi renderanno giustizia... Ma che non mi portino via l'Antonietta... Quella sarebbe la mia sentenza di morte come artista e come uomo... M'intendi, Angela?... O l'Antonietta resta con me, o...

Non terminò la frase, non aspettò la risposta, fece un gesto disperato e scappò via, piantando l'Angela più turbata, più confusa che mai.

XIV.

— E ora che dirò a Tullio? — ella chiedeva a sè stessa uscendo dall'oratorio.

Ciò ch'ell'aveva udito, ciò ch'ell'aveva visto avrebbe dovuto raffermarla nel convincimento ch'era necessario di provveder subito all'avvenire dell'Antonietta. E pur ella sentiva che Giulio Frassini aveva detto il vero; sola tavola di salvezza per lui era la sua figliuola.

E la vinceva una pietà immensa di quel povero cervello sconvolto in cui vaghe aspirazioni al bene lottavano con gl'istinti più volgari e più bassi e ove la coscienza del proprio decadimento non escludeva i fumi dell'orgoglio e i sogni ambiziosi di grandezza e di gloria.

Poteva ella, che lo aveva amato, contribuire alla sua rovina? Spingerlo a qualche passo estremo? Al suicidio forse? Ma, d'altra parte, l'Antonietta non meritava di esser felice a ogni costo? Non era una colpa imperdonabile il lasciarla fra una madre corrotta e un padre abbrutito?... E s'ella e Tullio s'amavano, era lecito sacrificarli, impedir loro di vivere insieme, di farsi una famiglia gioconda, sana, virtuosa?