Combattuta tra pensieri diversi, l'Angela avrebbe volentieri ritardato il suo colloquio col nipote, ma poich'ella gli aveva mandato a dire per mezzo del giardiniere che l'aspettasse sulla terrazza sentì che non l'era lecito farlo aspettare invano e s'avviò a quella volta, prendendo, per giungervi più presto, un sentiero che rasentava l'orto e dall'orto era diviso da un'alta e fitta siepe di bosso. Senonchè, dopo una trentina di passi, la colpì un suono di voci, ch'ella tosto riconobbe per quelle di suo fratello deputato e di sua sorella Alvarez. Desiderosa d'evitar incontri che l'arrestassero sul suo cammino, ella era sul punto di sgattajolare per una viottola laterale, quando s'accorse che le due voci venivano di là dalla siepe e ch'ella poteva tirare innanzi non vista e non disturbata.
Infervorati in una conversazione vivace, la Letizia e Girolamo parlavano basso; non tanto però che alcune frasi non giungessero distinte all'orecchio dell'Angela.
— Con quella sua aria di santa s'ingegna — diceva la Letizia.
E Girolamo borbottava un assenso in cui l'Angela colse questa frase: — Il testamento dello zio Luigi...
— Sarà lo stesso ora — replicava l'Alvarez. — Tutta la disponibile sarà per lei... È inutile; con la vostra apatia...
L'onorevole protestò: — La nostra?... E tu?... E Luciano?... E la Marialì?
Con la morte nell'anima, l'Angela si cacciò nel fitto degli alberi, dimentica della mèta che s'era prefissa, non d'altro bramosa che di togliersi da quel luogo nefasto, ove il suo mal genio l'aveva condotta, ove una forza maggiore di lei l'aveva inchiodata per qualche secondo... Erano questi dunque i pensieri che, nel giorno delle nozze d'oro de' suoi genitori, occupavano la mente di sua sorella Letizia e di suo fratello Girolamo? Per questo ell'aveva raccolto la famiglia dispersa? Per questo aveva scritto tante lettere, prodigato tante cure, speso tanto danaro? Per questo, per sentir discutere di testamenti e di eredità, per sentirsi accusar d'ignobili intrighi, di macchinazioni venali? E chi sa? O in un altro angolo del giardino, o su in casa, la Marialì e Giulio Frassini, Luciano e l'Adele, riuniti in conciliabolo, manifestavano la stessa opinione sul conto suo... E Cesare?... Oh, Cesare lo avrebbero lasciato in disparte come complice probabile della sorella. Non era stato anch'egli favorito dallo zio Luigi?
Il contrasto fra la realtà e le apparenze, fra la bassezza rivelata dal colloquio ch'ell'aveva sorpreso e lo spettacolo di pietà filiale, di tenerezza paterna che di lì a poco si sarebbe svolto sotto ai suoi occhi, offendeva l'Angela in ciò ch'ell'aveva di più intimo e sacro, le faceva chiedere a sè medesima com'ell'avrebbe potuto, a sì breve intervallo, trovarsi faccia a faccia co' suoi denigratori, e stringer loro la mano e sorridere...
Un rumore di passi interruppe le sue meditazioni dolorose.
— Chi è? — ella gridò dando un passo indietro.