Curvandosi e rimovendo i rami e le fronde, Tullio sbucò da una macchia di sempreverdi.

— Sono io, zia... Quanta brina su queste piante!

E nel dir così si scoteva come un cane appena uscito dall'acqua.

Indi riprese: — Il giardiniere mi fece la tua ambasciata... Ma ti ho attesa e non venivi... Non ho avuto pazienza... Ma cos'hai?... Sei pallida...

— Non ci badare... È il freddo, è l'ora... Ho dormito poco.

— Sei tutta fradicia — disse Tullio passando il braccio sotto quello della zia. — Andiamo verso la terrazza... c'è il sole...

— Sì, andiamo dove c'è il sole... Ma non verso la terrazza... verso casa ormai — ella rispose tirandolo dall'altra parte. — Di quà, di quà...

— Come credi.

Uscendo dal bosco, sbucarono sopra un largo sentiero coperto di ghiaja umida che luccicava ai raggi del sole.

— Ebbene? Volevi parlarmi? — cominciò l'Angela.