— Ebbene? domandò ansiosa l'Angela come pacificata a quel nome. — Non è stata un freno per voi?
Giulio Frassini ebbe un istante d'esitazione.
— Sì, forse la Marialì è meno sfacciata.
— Ma tu, tu?
— Ma verso di me sempre gli stessi rigori.
L'Angela battè i piedi impaziente.
— Che me ne importa? Credi ch'io t'abbia domandato questo?... Tu, a quel che sembra, se pur c'è l'Antonietta, non ti confondi.
— È stata una fatalità... Ho perso la testa... È lei... sempre lei che me la fa perdere... Perchè chiudermi la sua porta?... Perchè mutar la disposizione che tu avevi data alle nostre camere?
— In nome di Dio, finiscila — esclamò l'Angela. — Mi fate schifo, tu e la Marialì... E l'Antonietta mi fa pietà... Era ben meglio sposarla appena uscita di collegio.
La fisonomia di Giulio Frassini si atteggiò a un'espressione di sgomento.