— Ma che ti disse di me?

— Nulla.

— Oh, è impossibile..

— Sei presuntuoso, Tullio, sei vano... Vuoi proprio che l'Antonietta non abbia altro in mente?... Per quello che tu badavi a lei jersera!

Appena l'Angela si fu lasciata scappar questa frase ella se ne pentì, ma era tardi.

Imporporandosi in viso come se l'allusione sibillina avesse destato in lui un rimorso, Tullio balbettò:

— Ella suonava, io ascoltavo...

— Tu ascoltavi la Marialì... Tu eri incantato ad ammirare la Marialì — replicò l'Angela, ormai non più padrona di sè.

— La zia?

Le labbra dell'Angela si atteggiarono a un amaro sorriso.