— Se ne vadano, senza sonare, per Dio!

Messi di buon umore dalla musica, dal ballo e dal vino (due barili che l'Angela aveva fatti portare nel prato erano stati vuotati in un attimo) i contadini sbucavano da ogni parte rumoreggiando e si accalcavano dinanzi alla casa.

— Viva! Viva! Viva la nobile famiglia Torralba!

E la banda riattaccava la marcia trionfale.

— Ma basta! — urlava il commendatore. — Non ci sarà nessuno a farli tacere?

— Or ora — disse l'Angela accingendosi ad aprir la finestra.

Fu peggio. Quelli ch'erano giù, vedendola dietro i vetri, si credettero in obbligo di salutarla con un tonante: — Viva la signorina Angela!

— Non aprire! — strillava intanto la signora Laura... — Ne ho presa anche troppa dell'aria.

— Anzi apri e mandali al diavolo! — ordinava il commendatore Ercole. — Se no, vengo io stesso.

— Se credono, scendo in giardino e li licenzio io — propose il dottore.