— Senza cerimonie — soggiunse il vecchio Torralba.
— Con buone maniere — raccomandò l'Angela.
Vignoni si mise a ridere.
— Ah sentano. Tutto considerato, è meglio che se ne incarichi la signorina.
E appressandosi a lei le susurrò nell'orecchio:
— Tanto quì non la lasciano in pace... Quando poi ha persuaso quegli energumeni a battere in ritirata, cerchi un angolo tranquillo della casa, qualunque sia, e procuri di dormire un'oretta... Non abusi delle sue forze.
— Oh sì, ci vuol proprio quel poggiapiano della mia figliuola — borbottava, malcontento, il commendatore vedendola avviarsi. E poichè le acclamazioni si ripetevano, dava in ismanie sempre maggiori.
— Bifolchi! Bifolchi! Pagate i vostri debiti, altro che gridar viva viva!
Mescolandosi alla folla plaudente, l'Angela non durò troppa fatica a ottener silenzio. Ringraziò in nome di tutta la famiglia delle cortesi dimostrazioni, assicurò ch'ella in particolare avrebbe conservato perenne memoria di questo giorno, ma soggiunse che i suoi genitori erano affranti e avevano bisogno di quiete.
— Giusto — disse qualcuno dei più ragionevoli, — troppo giusto... Ora ce ne andiamo.