Grossi goccioloni percotevano obliquamente i vetri delle finestre, cadevano, rimbalzando, sul marmo della gradinata.

— Pazienza! — sospirò don Antonio. — Tanto bisogna avviarsi.

— Coraggio! — soggiunse il maestro di scuola costretto dalla sua condizione sociale a dar l'esempio delle virtù civili.

E l'organista si rimboccava i calzoni guardando con aria patetica le sue scarpe nuove destinate ad inzaccherarsi.

Ma l'Angela che s'era allontanata in silenzio tornò portando una parola consolatrice.

— O credono che li lasci andare a piedi?... Che diamine!... Ho ordinato già di attaccare... Così la carrozza li deporrà sani e salvi a San Vito, e Pietro, il cocchiere, s'incaricherà delle lettere... Sono in quattro che partono... Bisognerà che si ristringano il più possibile.

— Benedetta quella nostra signorina Angela! — esclamò don Antonio con entusiasmo. — Lei pensa a tutto, lei provvede a tutto.

Côlta da una subitanea inquietitudine, la Letizia Alvarez girava su e giù per la sala.

— E Max e Fritz che non si vedono ancora!

— Sono in giro anche Frassini e l'Antonietta — soggiunse con calma la Marialì. — Piglieranno un po' d'acqua. Non sarà poi una disgrazia irreparabile.