— Appunto... In dieci... semprechè non vi siano sorprese.
— Uno di più uno di meno non importa... Si prepara per dodici... Doman l'altro poi?...
— Per ora non sono annunziati che i miei due fratelli di Roma e di Parigi e quel mio nipote Tullio ch'è già stato parecchie volte.
— Un gran bravo giovine — dichiarò la cuoca con accento di profonda convinzione. — Gli piace tanto il mio vol-au-vent.
— Benone! Per doman l'altro ci farete un vol-au-vent.
La cuoca assentì con un cenno dignitoso del capo. Ma a un tratto, battendosi il fronte, ella esclamò: — A proposito, signorina, ha pensato che doman l'altro saranno in tredici?
— Come?
— Scusi; domani sono in dieci, ne arrivano tre nella giornata di sabato: dieci e tre tredici... Del resto, si fa subito il conto.
E con mirabile rapidità ella principiò e finì la sua enumerazione.
— Il signor Prefetto, la padrona e lei, questi son tre; la signora Letizia e due figliuoli, tre e tre sei; il signor Cesare, il signor Girolamo, il signor Luciano e il signor Tullio, sei e quattro dieci; la signora Marialì col marito e la ragazza, dieci e tre tredici.