— C'è tutto — rispose il dottore dopo aver dato un'occhiata alla scrivania.
Richiuse l'uscio, si riavvicinò alla malata, si curvò ad ascoltarne il cuore; poi si provò a chiamare:
— Signorina Angela, signorina Angela!
Cesare e la Marialì, i soli rimasti in camera, lo guardavano ansiosi.
— Non si risente?
— Per ora, no... Provino loro.
— Angela, Angela!
— Eh no — riprese il medico. — È inutile... Applicheremo le sanguisughe.
Tullio, che s'era deciso a mutar vestito, entrò in punta di piedi.
— Eccomi. Nulla di nuovo?