E quando il marito si degnò di venir da lei dopo la breve visita alla figliuola ella dovette contentarsi di ciò che a lui piacque di riferire sommariamente. Era una crisi cagionata dalle troppe fatiche degli ultimi giorni. Era sperabile che tutto si risolvesse presto con la semplice cura del riposo... Per un di più Vignoni aveva desiderato un consulto e Tullio s'era offerto d'impostar lui il telegramma.

— E ora — concluse il vecchio Torralba la cui energia era in parte frutto dell'eccitazione nervosa — ora andiamo in salotto... È inutile di rimanere in questa camera... Che uno di voi dia il braccio a vostra madre — e l'esortazione era rivolta alla Letizia, a Luciano, a Girolamo; — io m'appoggerò come prima all'Antonietta.

— Tocca a me — disse Luciano. — Par droit d'aînesse.

Ormai la povera signora Laura avrebbe continuato volentieri a starsene sulla sua poltrona, ma per non dispiacere al consorte, su su, ajutata anche da Girolamo, si levò in piedi e si lasciò trascinare dietro gli altri.

Nel traversare la sala ella piagnucolava, si lagnava del freddo.

— Dio, Dio! Che differenza di temperatura!

La Letizia le gettò uno sciallo sulle spalle.

— Ci son tante porte... e le aprono ogni momento... anche quella che dà in giardino... In salotto starai meglio.

In fatti, nel salotto ove i due vecchi furono accomodati su due seggioloni, si manteneva all'incirca la mite temperatura della giornata; solo di tanto in tanto i vetri delle finestre tintinnavano e un filo d'aria più fresca penetrava per qualche spiraglio facendo ondeggiare lievemente le tende e agitando la fiamma della lampada a petrolio appesa al soffitto e delle due candele che ardevano ancora sul tavolino da gioco.

Di fuori scrosciava sempre la pioggia.