— Bella sosta! — mugolò Frassini accennando col pollice alla finestra di là dalla quale si sentiva scrosciar la pioggia e urlare il vento.

— Ha ripreso — disse Max in tuono conciliativo.

Il pittore non rispose; adocchiò la bottiglia del cognac sulla tavola e alcuni bicchierini sulla credenza, ne riempì uno e lo trangugiò d'un fiato. Indi tornò al suo cantuccio, ma non vi stette più di cinque minuti, e balzato in piedi si fermò dinanzi a certe stampe del secolo decimottavo ch'erano appese alle pareti e ch'egli si ricordava d'aver viste a quel posto fin dalla prima volta ch'era venuto a Villarosa e che l'Angela e la Marialì l'avevan condotto in giro per la casa. C'era anzi stata, a proposito di quelle stampe, una piccola disputa fra le due sorelle. — Anticaglie! — le aveva chiamate sprezzantemente la Marialì. E l'Angela pronta: — Anticaglie, sicuro... Quando il nonno comperò la villa c'erano già, e io le amo appunto per questo, le amo perchè son vecchie...

Come le parole, così, dopo tanto tempo e tante vicende, Giulio Frassini rievocava l'accento con cui erano state pronunciate, rievocava la voce, l'espressione malinconica e dolce del viso. Con la stessa voce, ma più velata e più stanca, l'Angela gli aveva rivolto il discorso in quella mattina; con la stessa espressione malinconica, ma d'una malinconia più profonda, ell'aveva accolte le sue tristi confidenze. E forse ora la voce era spenta per sempre, forse il viso s'irrigidiva nella sinistra immobilità della morte... A questo pensiero, Frassini sentì le lacrime gonfiargli gli occhi e i singhiozzi rompergli il petto, e si slanciò fuori della stanza e salì di corsa al piano superiore nel bisogno irresistibile di sottrarsi a quel dubbio angoscioso. Nella sala quasi buja (la lampada sospesa era spenta e solo una candela posata sopra una cassapanca gettava intorno una luce fievole e incerta) gli si parò dinanzi qualcuno. Era Tullio, uscito allora dalla camera dell'inferma per fissare un'imposta che il vento sbatacchiava. Frassini gli saltò addosso prima che l'altro lo ravvisasse, lo afferrò per ambe le mani, e con un gemito soffocato: — È morta? — chiese. — Perchè esiti a rispondere?

— Oh zio! Sei tu? — esclamò il giovine riavendosi dallo stupore. — Che hai?

— Rispondi! È morta?

— No. Se fosse morta, credi che sarei così calmo?... Vedrai anzi che non morrà... C'è qualche segno di risveglio... qualche miglioramento.

— Proprio? non m'inganni? Lo dice Vignoni? Dice ch'è fuori di pericolo?

— Questo non può dirlo... Ma è contento del polso, del respiro; è fiducioso insomma...

Frassini baciò e ribaciò il nipote per ringraziarlo dell'annunzio e riprese con solennità: