— Sì — ripetè Frassini. — Seguita bene... Lo so da Vignoni ch'è passato dianzi di quì... È andato a riposarsi una mezz'oretta non so dove... Non ha chiuso occhio in tutta la notte...

— È una gran fortuna aver un medico così premuroso — esclamò l'Antonietta. — Se la zia guarisce è merito suo.

Frassini tentennò la testa.

— Noi gli dobbiamo certo molta riconoscenza. Ma il merito principale non è suo...

— O di chi dunque?

— Sei tu che l'hai salvata!

— Io?

— Tu, tu... E hai fatto opera santa... Non c'è che lei in questa casa... come non ci sei che tu nella nostra... se pur la nostra può dirsi una casa...

Il pittore aveva deposto i pennelli e la tavolozza, e alzatosi in piedi aveva cinto con un braccio la vita della figliuola quasi a difenderla da un rapitore invisibile. I suoi occhi la covavano con un amore geloso, egoista, esclusivo.

L'Antonietta scoppiò in singhiozzi.