— Antonietta, Antonietta, perchè piangi? — gridò Frassini fuori di sè.

— Non è nulla, non ci badare — ella rispose frenandosi. — Sono i miei nervi... Dopo tante emozioni... Non è nulla... Dalla zia mi quieto subito.

— Vuoi presentarti dalla zia così?

La ragazza s'asciugò in fretta gli occhi e si sforzò di sorridere.

— Ecco, la crisi è passata... Lavora, babbo, lavora...

Egli la baciò in fronte e l'accompagnò fino all'uscio della camera dell'Angela, senza entrare.

— Dille che m'informo sempre di lei e che la saluterò domani...

XXVI.

Fu quella una giornata campale per la Marialì alla quale toccò far gli onori di casa. E non c'è dubbio che quest'ufficio era più adattato a lei che a sua sorella Letizia o a sua cognata Adele, tutt'e due scontrose una peggio dell'altra. Ella almeno era amabile, vivace e priva d'ogni sussiego. Le visite, si può immaginarselo, non mancarono. Tutti coloro ch'erano accorsi jeri a festeggiar le nozze d'oro dei vecchi Torralba accorrevano oggi a chieder notizie dell'Angela di cui s'era sparsa la voce che fosse proprio agli estremi.