L'osservazione era giusta e Vignoni non insistette. Solo dichiarò che, nella migliore ipotesi, non avrebbe dato all'Angela il permesso d'uscir di camera sino alla settimana ventura. Comunque sia, Giovedì si sarebbe sentito il parere di Locresi.
— È vero — disse Luciano — deve tornar Locresi... Una visita inutile ormai... E io avevo già annunziato che mi sarebbe stato difficile di aspettarlo... No, parto stasera... Anche per mio padre e mia madre il vaut mieux d'espacer ces départs... è meglio non andarcene tutti in una volta... Ah, la vieillesse... la vecchiezza, caro dottore!
Vignoni rispose con una di quelle interiezioni inventate apposta per non dir nulla: — Mah!
— E — riprese l'altro — volevo domandarle... Mia sorella, da domenica sera in poi, io l'ho appena vista... Oggi, naturalmente, prenderò congedo da lei... Una visitina di congedo non la stancherà?
— Oh no... si va riavendo molto più presto ch'io non avrei sperato.. Anzi la freni, perchè lei chiacchiererebbe volentieri.
— Si figuri, non abbiamo mica da discutere.
Così nel pomeriggio, Luciano si recò dall'Angela ch'era già informata della prossima partenza del fratello.
— Addio, Luciano — ella gli disse, mentre la Maddalena, dopo averle rassettato i guanciali dietro la testa, si ritirava silenziosamente. — Ho sentito che te ne vai?
Pallida in volto, ma calma, composta, serena, senza traccie visibili di sofferenze, ella gli porse la mano su cui egli depose un bacio.
— Me ne vado, perchè ti so quasi ristabilita. En effet, petite sœur, tu es en beauté.