— Per te? — esclamò Luciano. — Ma tu, poveretta, sei un'eccezione... Tu ti sei sempre sacrificata pegli altri... E io intendevo dir questo: che le donne, quando pur non pensano al matrimonio per sè, vi pensano pegli altri... Sul serio, vorresti dar moglie al mio figliuolo?
L'Angela esitò.
— Non sono che idee vaghe... Ma se c'è uno che sia nato per la vita domestica è Tullio... alieno dai divertimenti... dalle galanterie.
— Dì la verità, gliel'avresti anche trovata la sposa?
Il nome dell'Antonietta salì alle labbra dell'Angela, ma uno scrupolo la trattenne dal pronunziarlo. Temeva d'impegnarsi in una discussione per la quale non si sentiva ancora forte abbastanza. E fece un segno negativo col capo.
— Si discorre così... accademicamente... Del resto, come tu dicevi, Tullio è libero.
Luciano allargò le braccia.
— Ce qu'il y a de plus libre au monde... liberissimo... Tuttavia, spero bene che se prende moglie, me lo farà sapere... Ma tu parli troppo, Angela... Addio, addio... Anzi arrivederci... Tornerò in primavera...
Ella gli tese di nuovo la mano.
— Addio, Luciano... Buon viaggio... Salutami tua moglie e i tuoi figli... E se vuoi trovarmi ancora, torna presto.