— Si rimetterà — obbiettò Tullio. — Ora è malata.
— À cause du surmènage, oui... Si rimetterà, speriamo... A ogni modo, da un pezzo mostra molto più della sua età... Non deve aver che quarantaquattr'anni...
— È vissuta fuori del sole.
— Proprio così... Vi sono creature predestinate... Non era bella, ma, pel rimanente, valeva assai meglio delle sue sorelle... Però nemmeno la Letizia non ha da stare allegra... Com'è mutata!... E Girolamo, e l'Adele, e Giulio Frassini, e Cesare, persino Cesare che non ha compiuto i quaranta, tutti han dato un crollo in pochissimo tempo... Non c'è che la Marialì che si conservi sempre identica... E sì che in fatto di surmènage... Basta, m'intendo io.
Luciano fece segno d'inghiottire un boccone e non disse altro. Ma Tullio, dopo una breve pausa, gli chiese: — È vero che ha portato via lo sposo alla zia Angela?
— Tout ce qu'il y a de plus vrai... Eh, mio cognato avrà avuto molto da lodarsi del cambio!... Matto era prima, ma con quella moglie!... È inutile che tu ti formalizzi, ragazzo mio... Il faut nommer les choses par leur nom. C'est une franche coquette...
Proprio in quel momento Luciano si ricordò delle parole sibilline dell'Angela, e volle tastare il terreno.
— Auguriamoci che la figliuola non le somigli — egli insinuò.
La scarsa luce che il fanale projettava nell'interno della carrozza permise a Tullio d'imporporarsi in viso senza che il padre se ne accorgesse. E bench'egli non si fosse ancora formato un'opinione definitiva sul conto della cugina e non si lodasse del modo in cui ella lo trattava, sentì il dovere di difenderla contro l'ingiusto sospetto.
— Non mi sembra che l'Antonietta somigli alla madre — egli disse con voce abbastanza ferma.