— Non sembra neppure a me — assentì Luciano.

— Il male si è che se, invece che alla madre, somiglia al padre si casca dalla padella nella brace... C'est un détraqué.

— Per me — ripigliò Tullio — credo poco alla teoria dell'eredità... Spesso accade in noi una reazione e finiamo col diventare precisamente l'opposto di quelli con cui siamo cresciuti.

— In questo caso — esclamò Luciano con una risatina — l'Antonietta sarebbe il prototipo della saviezza... Eh, tu vas trop vite, mon enfant.

Una dozzina di case, una chiesa, un campanile, quattro lampioni a petrolio, ecco San Vito. E un centinajo di metri più in là, dopo un simulacro di viale spalleggiato da alberi tisici, la stazione.

Luciano Torralba si lasciò sfuggire un enfin poco lusinghiero per Villarosa, e tostochè la carrozza fu ferma aperse lo sportello e fu in terra d'un salto nonostante la sua corpulenza, quasi che l'idea di partire gli restituisse l'agilità della giovinezza.

— Portate dentro la roba — egli ordinò a suo figlio e a un facchino. — Io vado a spedire un dispaccio... C'è tempo?

— Sì — rispose il telegrafista. Ci son dieci minuti.

Il banchiere si voltò verso Tullio: — Vengo subito... Aspettami in sala.

E a Piero che gli dava il buon viaggio mise in mano un biglietto da dieci lire.