— Il signor Manlio e il signor Luigi avevano una passione pel giardino...
— Anch'io l'avrei... Ma non ho tempo... purtroppo!
— No, Giacomo, non è la parola giusta... Non è un sacrifizio, il mio; è un dovere sacrosanto che mi augurerei di poter compiere fino all'ultimo giorno della mia vita... Triste, triste cosa il veder invecchiare coloro a cui si vuol bene!
Dopo una breve pausa, e senza indugiarsi in altre considerazioni, l'Angela ripigliò: — Ora siamo quasi al termine del nostro giro. Non ci restano che le due camere del signor Girolamo e del signor Tullio... Animo, facciamo quest'ascensione.
Le due stanze erano al secondo piano, tutt'e due in buonissima plaga; non avevano che l'incomodo della scala un po' erta.
— Girolamo capirà che non si poteva diversamente — disse l'Angela. — Luciano è piuttosto corpulento e non era possibile collocarlo quassù... Anche mia cognata, se viene, s'adatterà... Non saprei proprio in che altro modo accomodarla... Però bisognerà domattina portar su una poltrona...
— Di dove la leviamo? — chiese Giacomo. — Ha voluto che tutti gli ospiti ne avessero una!
— Non è vero... Tullio non ne avrà... Quì metteremo la mia.