Ella allungò la mano fino a toccargli la spalla

— Non mi par vero di averti vicino a me... E dacchè sono tornata a letto mi sento meglio... Era il primo giorno che mi alzavo, e in quelle due ore son venuti tutti a vedermi, il babbo, la mamma, la Marialì, Frassini, Tullio, l'Antonietta,... e quegli altri che sono partiti... Sono stati gli ultimi, e forse perch'ero più debole, non mi son potuta frenare.

— Non aver rimorsi — le disse Cesare. — Bisogna pur qualche volta smascherare la viltà umana... Accusar te di scopi venali, di sotterfugi... che miseria!

— È triste... fra parenti!

— Oh, son sempre i parenti che ci rendono di questi servigi... Per me son beato d'essere tanto lontano...

— Cesare!

— Lontano da quelli che intendo io, si capisce; non da te... Lo sai bene che ho impreso questo viaggio sopra tutto per vederti.

L'Angela congiunse le palme in atto di preghiera.

— Cesare, Cesare, non per veder me sola, spero... Non volevi abbracciare il babbo e la mamma?

— Sì, anche loro... Ma specialmente volevo abbracciar te... Sentivo ch'era un desiderio reciproco.