— E come!... Non crederai però che il desiderio non fosse condiviso dai nostri genitori?

— Può darsi... Bada che a una certa età quello che si desidera sopra ogni cosa è la propria quiete...

L'Angela non rispose. Ella sentiva che, in parte almeno, suo fratello aveva ragione. Ma quand'egli soggiunse: — Già non sono mai stato nel loro buon libro — ella fece un segno di vivace protesta.

— Ho avuto i miei torti, non lo nego — ripigliò Cesare. — Ero un ragazzo indisciplinato... Avevo poca voglia di studiare... Ma chi m'avesse preso pel mio verso!... Nella famiglia eravate in tre soli a volermi bene; tu, lo zio Luigi, il povero Manlio...

— Non è vero, Cesare, non è vero.

Egli continuò senza raccoglier l'interruzione: — Due sono morti; non rimani che tu...

— E mi lasci — disse l'Angela con amarezza. — Ora che ci penso, saresti già dovuto essere a Roma.

— Da jeri... Ma non me ne andrò fin che non t'abbia vista fuori di questa camera... Voglio darti io il braccio per scender la prima volta le scale... Non basta; vorrei io accompagnarti nel tuo primo giro in giardino... Bisognerebbe che il tempo si decidesse a migliorare.

— Ah! — sospirò l'Angela. — Mi contenterei che la pioggia durasse all'infinito, pur che tu non partissi.

— Partirei ugualmente... pur troppo. È necessario.