— Se vuoi... Ma ricordati che noi uomini non abbiamo la mano leggera come voi altre, che andiamo troppo per le spiccie...

— Mi fido di te — disse l'Angela dopo una breve esitazione.

La legna ardeva nel caminetto con uno scoppiettio di scintille brillanti d'una luce più viva nell'ombra che andava via via avvolgendo la stanza; qualche goccia di pioggia batteva sui vetri...

XXIX.

I vecchi Torralba erano contenti della loro nipote Antonietta e glielo dimostravano confiscandola a proprio benefizio una gran parte della giornata. Il commendatore Ercole l'aveva scritturata come segretaria sia per leggergli le gazzette, sia per rispondere sotto dettatura ai rallegramenti e agli auguri ricevuti da antichi colleghi ed amici in occasione delle nozze d'oro. E la nitida calligrafia di lei, che gli occhi stanchi dell'ex Prefetto non erano in grado di decifrare ma della quale, come dietro un velo, egli riusciva a distinguer la linea elegante, strappava frequenti approvazioni al suo labbro non facile alla lode.

— Leggi e scrivi meglio dell'Angela — egli le diceva.

Anche la figura slanciata della ragazza si conveniva meglio con la sua di quella dell'Angela, ed egli le si appoggiava volentieri al braccio per andar da una camera all'altra o per salire o scender le scale se gli saltava il ghiribizzo di visitar l'ammalata.

La signora Laura dal canto suo non rifiniva di portare ai sette cieli l'Antonietta per le sue felici attitudini d'infermiera. Aveva imparato a farle il massaggio come l'Angela non glielo aveva mai fatto. E con che esattezza le somministrava le sue pillole! E con che pazienza stava ad ascoltare il racconto de' suoi innumerevoli guai!

— Tua zia non ha la tua dolcezza di carattere. S'infastidisce spesso, non lascia terminare i discorsi, si stringe nelle spalle... No, bisogna esser giusti, è buona, buonissima, ma ha i suoi difetti... Non discorriamo poi della Maddalena... La si tollera perch'è fedele e perchè alla nostra età non si ama di veder faccie nuove... Ma t'assicuro io che ha un certo temperamento!