Così i Torralba si sdebitavano verso la figliuola invecchiata in casa per dedicarsi a loro, e verso la cameriera affezionata e devota... Già il deprezzare i meriti di chi ci serve è sempre stato un mezzo infallibile per alleggerire il peso della gratitudine.

L'Antonietta era troppo intelligente da non capire che l'entusiasmo per lei derivava in massima parte dalla predilezione per le cose nuove e non sarebbe durato s'ella fosse rimasta un pezzo a Villarosa; tuttavia non le dispiaceva che il desiderio dei nonni di averla accanto a loro le offrisse un pretesto di più per evitare il colloquio decisivo con Tullio. Anche in camera della zia Angela, ora che ogni ansietà era cessata, ella stava assai meno, e faceva in modo di non incontrarvisi col cugino, cercando invece che vi fossero altri contemporaneamente a lei; o la sua mamma, o la Maddalena, o il dottore... Ella sentiva che l'Angela era un'alleata di Tullio, e non le voleva meno bene per questo... oh no!... Ma appunto perchè le voleva bene, appunto perchè la stimava tanto, temeva di non esser forte abbastanza, temeva di tradir con lei il suo segreto... Dio, Dio! Non potevano dunque lasciarla in pace?... È vero, ell'amava Tullio... Ma era ella forse la prima che avesse rinunziato all'uomo che amava per compiere un dovere più alto? Il suo torto era stato di dimenticar per un momento questo supremo dovere, di non aver saputo nascondere la simpatia che Tullio le inspirava. E se non si fosse trattato che di riconoscersi in fallo e di chieder perdono, ella sarebbe stata pronta; ma con quel benedetto ragazzo non c'era modo di discorrer tranquillamente. Curioso! Egli passava per un giovine serio, si occupava di studi fatti apposta per calmare i nervi, e invece!... L'Antonietta se lo ricordava quel giorno in giardino, a vicenda appassionato e scherzoso, meditabondo e loquace... Ah, i versi ch'egli aveva improvvisati in suo onore!

«Vorrei fossimo insieme in mezzo al mare,

Sopra un naviglio dalla bianca prora...»

Che versi! E dire che non li aveva finiti... che mancavano due terzine!... Oimè, non li avrebbe finiti più... almeno per lei!... Pazienza! Come altre si votano al chiostro, ella si era votata al suo babbo.

E quando non era coi nonni o con la zia, era con lui. Uscivano insieme a malgrado del tempo piovoso, facevano lunghe passeggiate, sostando di tratto in tratto in un casolare, in una fattoria ove l'Antonietta si rasciugava i panni e Giulio Frassini, che portava sempre con sè l'occorrente per dipingere, buttava giù qualche schizzo, qualcheduno de' suoi effetti di grigio. Quello che aveva cominciato a Villarosa e che si proponeva di dedicare all'Angela non era riuscito di suo gusto, ed egli lo aveva distrutto... Ora cercava un motivo nuovo... d'una novità tale da far crepare di rabbia i pedanti, i filistei, gli accademici.

L'Antonietta, attraverso gli scoraggiamenti che pur la coglievano, si sforzava di credere al successo finale. E pensava alla gloria che si sarebbe ripercossa su lei se un giorno si fosse potuto dire: — Giulio Frassini era un debole e un visionario, ma la figliuola, immolandogli la sua giovinezza, le sue speranze, i suoi sogni, lo ajutò a ricuperar l'equilibrio del suo spirito e a diventare un grande artista.

Ella aveva anche in animo d'indur suo padre a intraprendere un lungo viaggio (con lei s'intende) appena avessero lasciata Villarosa. Frassini, in massima, era favorevole all'idea; solo non riuscivano a mettersi d'accordo sull'itinerario; l'Antonietta suggeriva la Sicilia, l'Egitto, le terre fortunate del sole; Giulio Frassini aspirava al Nord, ai ghiacci, alle nebbie... alle nebbie sopratutto, che fondono le tinte, smussano i contorni e danno alle cose aspetti fantastici... Lo assalivano inoltre degli scrupoli di coscienza... Se la Marialì avesse voluto venir con loro?... O ch'era lecito di non interrogarla?... E il viaggio non sarebbe stato più bello a farlo in tre?

Ma l'Antonietta non era persuasa. — No, no, sai che in viaggio la mamma non si diverte. Ella non ha i nostri gusti... Ella ama i salotti, i teatri... E non abbiamo il rimorso di lasciarla sola... Ha tanti amici a Firenze... Sicuro, avvertirla bisogna, ma vedrai ch'ella sarà la prima a dirci: — Andate voi due.

Nella mente dell'Antonietta il gran viaggio, si capisce, doveva, oltre al resto, essere un modo di dimenticare il cugino; lo strano si è che, mentr'ella allargava sempre con la fantasia i confini di queste sue peregrinazioni future, non curava un rimedio molto più semplice, ch'era quello di affrettar la partenza da Villarosa, non foss'altro che per tornarsene in santa pace a casa sua... Che la tratteneva alla villa ora che la zia Angela principiava ad alzarsi e che lo stato di lei non inspirava alcuna inquietudine? Era soltanto la tenerezza pei nonni? Era una speciale vocazione d'infermiera? O non piuttosto, per una di quelle contraddizioni che sono proprie del cuore umano e che noi non vogliamo confessare a noi stessi, ella esitava ad abbandonare i luoghi ove l'era stata susurrata la prima parola d'amore, quei luoghi ov'ella, pur mostrando sfuggirlo, incontrava ogni momento Tullio Torralba, e udiva la sua voce, e si sentiva avvolta dalla fiamma or corrucciata or supplice del suo sguardo?