Cesare chinò la testa. — De gustibus...
— Oh! — saltò su la Marialì. — I gusti di mio marito sono sempre originali... Intanto ecco una piacevole sorpresa per me... Avrò compagnia per una parte del viaggio.
Ma questa piacevole sorpresa di sua madre era fatta apposta per inviperir l'Antonietta.
— Si, sì — ella ripigliò. — Bel cuore hanno i giovani verso i vecchi!... Chi va di quà, chi di là, magari in capo al mondo, e ai nonni che sono con un piede nella fossa, e alla zia Angela, ch'è stata così ammalata, non pensa nessuno.
Dimenticando che anch'ella aveva fatto i suoi gran progetti di peregrinazioni in Europa e fuori, l'Antonietta investì lo zio Cesare.
— È da lei, scusi, che viene il cattivo esempio.
Ella gli dava ora del tu ora del lei secondo i momenti. Adesso, essendo in collera, ella usava il pronome meno confidenziale.
Cesare sorrise. — Via, nipotina, non mangiarmi vivo. Vedi che fino ad oggi il mio esempio non lo ha seguito nessuno... Se oggi lo segue Tullio, tutto il resto della famiglia, con una chiamata per telegrafo, può essere a Villarosa in un giorno.
Stese la mano all'Antonietta per far la pace, ma ella che si sentiva salir le lacrime agli occhi gli voltò bruscamente le spalle e sguisciò fuori della stanza.
— Cos'ha? — disse, inquieto, Giulio Frassini guardando verso l'uscio con la manifesta intenzione di correr dietro alla figliuola.