La Marialì che s'aggiustava le pieghe del vestito replicò stringendosi nelle spalle: — Sono idee di nostro fratello Cesare.
E Giulio Frassini soggiunse vivamente: — Ella nega.
Ma non meno vivamente l'Angela ribattè:
— Non sono idee di nostro fratello, e i dinieghi dell'Antonietta non valgono... Ella parla così per stordirsi... parla per partito preso... per puntiglio... per un concetto esagerato dei suoi doveri filiali.
— Ih, quanta roba! — esclamò la Marialì. — Per me non le ho mai imposto gravi sacrifizi.
— E io ho sempre cercato di contentarla in tutto — piagnucolò Frassini.
L'Angela represse un moto d'impazienza.
— Non mi capite, o fate mostra di non capirmi... Tanto peggio... Mi forzate a dirvi delle cose dure.
— Un momento! — interruppe la Marialì. — Prima che tu le dica e che noi le sentiamo, non sarebbe male considerare che nostro nipote Tullio se ne va in America con suo zio e che quindi, dato pure che l'Antonietta lo amasse, il meglio sarebbe di levarglielo dal cuore.
Il marito approvò: — È chiaro.