— Si è quello che le circostanze ci fanno. Son vecchia, anche più della mia età... Mi basta vivere fin che vivono quei due poveri infermi... Come tirerebbero innanzi s'io non ci fossi?... Andiamo, Giacomo... Riaccompagnami giù.
La Maddalena sonnecchiava nella poltrona. Al giungere dell'Angela ella si scosse, si fregò le palpebre e si alzò in piedi.
— È lei, signorina?
— Sì... Mi hanno chiamata?
— Nossignora... Dormono.
Dalle due camere di destra e di sinistra si sentiva il respiro corto, sibilante dei due conjugi. Oh nozze d'oro, nozze d'oro!
VI.
La campana che a' bei tempi di Villarosa annunziava l'ora dei pasti ai membri della famiglia ed agli ospiti e il cui allegro e insistente din din richiamava i dispersi dalla strada, dal giardino, dall'orto, la campana che aveva cessato di suonare da quando la villa era abitata da tre sole persone, fece, quel sabato, un po' prima del tocco, riudir la sua voce che il lungo silenzio non aveva irrugginita.
E nella sala terrena ove la tavola era apparecchiata per quattordici entrarono primi l'ex Prefetto a braccio della Letizia e la signora Laura a braccio di Luciano; indi, alla rinfusa, Girolamo, sua moglie Adele che dopo molte incertezze s'era decisa a venire e con la sua presenza scongiurava oggi il pericolo dei tredici a tavola, la Marialì col marito e con l'Antonietta, Cesare, l'Angela e Tullio e i due fratelli Alvarez, Max e Fritz.