— Non importa — ribattè la Marialì. — È meglio non lasciarsi venir l'acqua alla gola. Se non c'intenderemo con la Lacroix farò più tardi una corsa a Parigi... verso Natale, quando il mio futuro genero andrà a salutar suo padre.
— Bisogna convenire — notò ironicamente il commendatore Ercole — che anche Luciano è stato trattato con una bella disinvoltura.
— Oh — rispose ridendo la Marialì — per lui è tutt'uno... pur che la sua Banca dia buoni dividendi... Ha telegrafato il suo assenso in due parole, tal quale come per un affare di Borsa... Del resto era un assenso di semplice formalità... Tullio è maggiore, ha una sostanza sua e può disporre di sè come gli piace.
— Naturale, naturale — disse il commendatore col tuono di prima. — Ormai i vecchi non contano più.
In giardino Tullio e l'Antonietta erano presto riusciti ad appartarsi dagli altri. Per un mutuo, tacito accordo rifacevano la passeggiata che avevano fatto insieme il primo giorno in cui s'erano intesi.
— Rammenti?
— C'era più ombra quel giorno.
— Sì, oggi gli alberi sono spogliati. Allora cominciavano appena a cadere le prime foglie... Rammenti? Rammenti?
L'Antonietta chinò gli occhi.
— Rammento la foglia di platano che s'era posata su' miei capelli e che tu ne hai tolta.