Mentre la vecchia signora protestava contro l'insinuazione della figliuola, il commendatore Ercole, parlando con la Marialì che gli era vicina, tracciava una pittura altrettanto pessimista del proprio stato. Delle sue forze in generale non si lagnava; le gambe lo reggevano ancora; lo stomaco funzionava discretamente; ma che importano le gambe per uno che non ci vede e che non può far due passi fuori delle sue stanze se non è accompagnato; e che importa lo stomaco per uno che non ha denti e deve rinunziare alle vivande più saporite?... E che giornate interminabili erano le sue! Egli, ch'era stato sempre avvezzo a occuparsi, non poter scrivere una lettera, non poter leggere un libro, un giornale!... Almeno avesse avuto il sonno a sua disposizione!... Nossignori... Sonnolenza, sì... non foss'altro che per effetto della noja; ma una buona ora di sonno profondo, ristoratore, mai, meno forse di giorno, dopo il pranzo... Ah gran brutta vita!

— Gli è che Villarosa è fatta apposta per ammalarsi — sentenziò la Letizia. — Così triste, così umida, così fredda...

L'Antonietta Frassini non potè trattenere un'esclamazione.

— Trovi triste Villarosa, zia?... A me par tanto allegra...

Tullio era dell'opinione della cugina.

— Villarosa è calunniata... Non è in una posizione amena, siamo d'accordo, ma non è triste... Il giardino è così bello, ha di così belle piante... Io ci fui anche d'inverno e vi ho trovato dei giorni di sole come questo... Certo che se piove è un'altra faccenda... Ma la pioggia getta un velo di tristezza da per tutto... Vorrei che vedeste Parigi.

Es-tu bête, mon enfant? — interruppe Luciano, il padre. — Che confronti!... Con la pioggia o col sole Parigi è sempre allegra... E poi importa molto la pioggia o il sole a chi è nel vortice degli affari?

E soggiunse che in quanto a lui non comprendeva la vita fuori d'un gran centro, senza giornali, senza listini di borsa, senza telefono, senza telegrafo. — Pensare che quì bisogna far cinque chilometri per poter mandare un dispaccio, e che l'ufficio non è nemmeno aperto la notte!

— Siamo agli antipodi, caro cognato — dichiarò Frassini, il pittore rifiutato da anni a tutte l'Esposizioni. — Il vostro telegrafo, il vostro telefono, le vostre strade ferrate hanno rovinato il mondo... A forza di sentir le voci degli altri non sentiamo più la nostra... A forza di veder passare dinanzi a noi dei fantocci non abbiamo più occhi per cogliere i grandi simboli che soli chiudono la verità... L'arte ha smarrito la strada.

Luciano si accingeva a rispondere. Marialì lo prevenne.