— Eccomi finalmente... L'avete poi ricevuta la posta?
Assorti nella lettura, Luciano e Girolamo non risposero che con un segno affermativo del capo.
L'Adele, alzando la testa da un giornale, additò le lettere e i biglietti rimasti sulla tavola.
— Saranno congratulazioni per le nozze d'oro. Povero babbo! Gli farà piacere che qualche amico lontano si ricordi di lui.
— Le apri tu le sue lettere? — chiese l'Adele ripiegando il foglio.
— Sì, in sua presenza... Talora le apre egli stesso, e io le leggo... Diamo un'occhiata ai biglietti... Oh! Carlo Tazzoni, senatore del Regno... Questo era consigliere delegato a Salerno, quando il babbo era Prefetto... Letizia dovrebbe ricordarsene.
— Sì, sì... Me ne ricordo perfettamente... Era allora un bell'uomo, alto, con due fedine da diplomatico, accurato nel vestire...
— Ma! — sospirò l'Angela. — È riuscito a esser senatore, lui... Il sogno di nostro padre...
E seguitò a tirar fuori dalla busta i vari biglietti.
— Conte commendatore Annibale Zilli, Capo divisione al Ministero dell'interno — Onorevole Bariolo, deputato...