IX.

Tullio che aveva più pratica guidava l'Antonietta pei meandri del giardino.

— È bello, sai, il giardino... Quando il padre del nonno comprò Villarosa, una sessantina d'anni fa, intorno alla casa non c'erano che praterie. Venne quì un bravo ingegnere da Milano, piantò alberi, tracciò viali e sentieri, scavò un lago, alzò dei monticelli di terreno, trasformò insomma tutto quanto da cima a fondo... Poi si doveva rifabbricar la casa, ma la spesa era troppo forte e si rimandò l'opera ad altri tempi... Intanto il padre del nonno morì... Perchè ridi?

— Rido a sentirti parlare di fatti avvenuti sessant'anni addietro, come se tu fossi stato presente...

— Io dico quello che ho inteso dalla zia Angela...

— Ma non c'era neppur lei allora...

— No certo; ma ha raccolto i discorsi del nonno e dello zio Luigi ch'erano in grado di ricordarsi di tutto.

— Sessant'anni! — ripetè l'Antonietta compresa dell'importanza di questa cifra. — Pare impossibile che vi sia della gente la quale abbia più di sessant'anni. Fra noi due...

— Fra noi due di poco si passa i quaranta.